‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

10 agosto 2018

La Metro senza le autorizzazioni VIA e VAS?


La construenda Metro di Cosenza sul grande viale/arteria della città, fa discutere anche in pieno agosto. Dopo le numerose manifestazioni, le firme raccolte per il referendum, i dibattiti sui media e nelle piazze, giungono notizie in merito alla valutazione di impatto ambientale (VIA) che sembra non esserci. Abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo scoperto quanto segue:
A fine 2009 è stata presa la decisione di non assoggettabilità del progetto della cosiddetta ‘metropolitana leggera di Cosenza’ a VIA, Valutazione Impatto Ambientale, che ha una validità di 5 anni. Non risulta essere stata rinnovata. Ma, secondo il D. Lgs. 3 aprile 2006 n.152 in nessun caso “può farsi luogo all’inizio dei lavori senza che sia intervenuto il provvedimento di valutazione dell’impatto ambientale… che costituisce presupposto e parte integrante del procedimento di autorizzazione o approvazione. I provvedimenti di autorizzazione o approvazione adottati senza la previa VIA, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge”.
Il “Regolamento Regionale delle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA), di valutazione ambientale strategica (VAS) e delle procedure di rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali” elenca i progetti da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA e nella parte riguardante i progetti di infrastrutture comprende, tra gli altri, anche “i sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane), funicolari o linee simili di tipo particolare, esclusivamente adibite al trasporto di passeggeri”.
Probabilmente, il progetto dovrebbe essere sottoposto anche a VAS, perché assume i caratteri e l’estensione di un piano/programma territoriale (D. Lgs. 152/06, art.4, c.4, lett.a). In questo caso la VAS deve essere avviata contestualmente alla progettazione (art.11, c.1). La valutazione deve essere anteriore all’approvazione del piano (art.11, c.3) e costituisce parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione (art.11, c.5). Infine, i provvedimenti amministrativi di approvazione privi di VAS sono annullabili per violazione di legge (art.11, c.5).
È difficile immaginare che il progetto della Metro, di forte impatto ambientale, non sia stato sottoposto a VIA e VAS, come prevedono i regolamenti, ma pare che le autorizzazioni siano introvabili.
Cosenza, 10 agosto 2018
© Francesca Canino

08 agosto 2018

Modello Riace, è tutto oro quel che luccica?


La battaglia intrapresa dal sindaco di Riace, Domenico Lucano, e sostenuta da enti, associazioni, stampa, personalità del mondo calabrese e non solo per far vivere ancora il ‘modello Riace’, occupa da oltre un mese le cronache regionali e, spesso, anche nazionali. Lucano ha da poco iniziato lo sciopero della fame per raggiungere il suo obiettivo, mentre una pletora di personaggi si è schierata dalla sua parte, affinché non muoia l’esperienza di accoglienza e integrazione che il piccolo centro ha avviato vent’anni or sono nei confronti dei migranti. Il sindaco lamenta, oggi, la mancata erogazione dei fondi che gli consentirebbe di proseguire la sua opera e attribuisce le responsabilità ad una generica ‘burocrazia’. Su ciò si sono costruiti articoli, programmi televisivi, campagne sui social, staffette, senza mai chiedere cosa deve intendersi per ‘burocrazia’. In molti avranno pensato ad un’azione disumana messa in atto dall’attuale governo per bloccare il modello Riace, ma nessuno, tuttavia, è a conoscenza delle reali motivazioni che tanto preoccupano Lucano.   
Il Ministero dell’Interno ha inviato, il 30 luglio scorso, una comunicazione al sindaco di Riace in riferimento al progetto SPRAR per l’accoglienza di 165 beneficiari, «in prosecuzione per il triennio 2017-2019 – riporta il documento ministeriale - per un importo annuale di € 2.021.404,00. Al riguardo si riassumono le vicende relative alla gestione del progetto, sin dal monitoraggio condotto dal Servizio centrale il 20 e il 21 luglio 2016» i cui esiti sono stati trasmessi al sindaco. In quella data sono state accertate «plurime anomalie gestionali ed amministrative nonché criticità in merito ai diversi servizi di accoglienza che caratterizzano i progetti SPRAR».
A rischio il progetto di accoglienza SPRAR - Tra le criticità sono citate le strutture destinate all’accoglienza, non in linea con i criteri di confort stabiliti dalle Linee guida stabilite; la mancata rispondenza con quanto indicato nella proposta progettuale in merito alle modalità di erogazione del pocket money; l’erogazione del vitto tramite buoni cartacei prodotti ad hoc dal progetto e spendibili esclusivamente in alcuni esercizi commerciali; l’assenza di figure professionali necessarie a garantire una adeguata presa in carico del migrante; la mancata attivazione della supervisione psicologica, obbligatoria; la mancata rispondenza dei servizi erogati con quelli indicati nella domanda; le criticità sul livello di comprensione della lingua italiana da parte dei soggetti accolti, nonostante i lunghi tempi di permanenza nel progetto territoriale; l’anomalia nelle attività di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo ed abitativo e altre ancora.
Non sono state sanate le criticità pregresse – Si è di fronte ad una situazione di disordine amministrativo in cui sono state accertate altre criticità in riferimento agli enti gestori, individuati in assenza di gare ad evidenze pubblica, in riferimento alle strutture di accoglienza dei migranti, per le quali non risulterebbero accertate le condizioni di agibilità e abitabilità per legge obbligatorie, con canoni di locazione superiori alla media dei prezzi del mercato locale. In riferimento agli operatori, non in possesso di adeguata professionalità.
In quindici pagine, il Ministero rileva criticità e anomalie in seguito a diverse verifiche fatte, le quali hanno evidenziato che «tale reiterazione costituisce un attendibile indice della cronica incapacità di codesto Ente a realizzare un efficace impianto organizzativo idoneo a conseguire obiettivi di economicità, efficacia ed efficienza».
Possibilità di revoca del contributo - E dopo l’avviso di garanzia ricevuto nei mesi scorsi, dopo il dissesto economico-finanziario della municipalità che amministra per la terza volta consecutiva, Lucano ha ora ricevuto la comunicazione del Ministero in merito all’avvio del procedimento finalizzato all’applicazione di 44 punti di penalità, con le conseguenze di cui all’art. 27, comma 4 del D.M. 10 agosto 2016, che prevede la possibilità di revoca totale del contributo se il sindaco non presenterà entro 10 giorni «dal ricevimento della presente osservazioni corredate da documenti utili e pertinenti all’oggetto del procedimento».
In sintesi, il progetto di accoglienza messo in campo dal comune di Riace, secondo il Ministero dell’Interno, è stato disatteso su quasi tutta la linea, al punto che è stato avviato un procedimento - contemporaneamente alle staffette, allo sciopero della fame e ad altre iniziative a sostegno di un modello che forse deve essere rivisto - che potrebbe revocare il contributo annuo di oltre 2 milioni di euro destinati all’accoglienza di 165 beneficiari.
Cosenza, 8 agosto 2018


© Francesca Canino


 G












19 luglio 2018

Questione stadio Ezio Scida di Crotone. La senatrice Margherita Corrado spiega nuovamente i termini della vicenda: l’errore risale al 2016.

La questione è chiarissima: nel 2016 la giunta, sostenuta dal consiglio comunale al completo, ha chiesto piagnucolando al Ministero una eccezione al Codice dei beni culturali, cioè di fatto una deroga alla legge che vale per tutti in Italia, e inopinatamente l'ha ottenuta. L'ha ottenuta per due anni, scadenza 18.7.2018, data entro la quale hanno giurato di smontare le tribune, del resto montate perché rimovibili e prese in affitto. Nei due anni trascorsi non solo non è stato costruito il nuovo stadio ma neppure deciso dove farlo, e le tribune intanto sono state COMPRATE. Non c'era alcuna volontà di mantenere i patti e il Ministero lo ha capito. Davanti alla seconda richiesta di violare la legge, ha detto no. L'amministrazione Pugliese ha gestito tutto e malamente. Io non me ne occupo più da gennaio, quando per l'ultima volta chiesi al Ministero notizie proprio perché si avvicinava la scadenza, e come avevo fatto spesso perché con l'associazione culturale di cui faccio parte monitoro tutto ciò che riguarda i beni culturali crotonesi. In campagna elettorale dissi espressamente che per me il Ministero poteva dare proroga di 1 o 1000 anni, fa lo stesso, perché l'errore era del 2016. Io non me ne sarei occupata, non avendo condiviso la scelta (di Comune e Ministero) fin da allora. Questo è quanto. Fa comodo a Pugliese e ai suoi, poiché da sempre cercano di zittirmi su antica Kroton, far passare me per responsabile di un pasticcio che hanno creato, coltivato e concluso loro, affossando con sé stessi la città. Tenterò di mediare con il Ministero ma la situazione è molto compromessa.

Margherita Corrado (M5S Senato)

08 giugno 2018

Comitato No Metro sul piede di guerra

MOBILITAZIONE PUBBLICA: “Cittadini in piazza contro la TRAMVIA”


Lunedi 18 Giugno ore 18.00  in Piazza 11 Settembre, il Comitato NoMetro organizza  una mobilitazione popolare per chiedere il rispetto della democrazia, contro lo scempio cittadino e la follia economica che va sotto il nome di metropolitana leggera” ma che in realtà di metro ha solo il nome, è un TRAM.
Un anno fa, il Comitato NoMetro presentava una regolare richiesta di petizione popolare sottoscritta da oltre 200 cittadini, in cui si chiedeva al sindaco di interpellare la cittadinanza secondo le norme dello statuto comunale, attraverso un referendum. Dopo oltre un anno, nonostante le richieste dei cittadini, le sollecitazione del Prefetto, il sindaco Occhiuto non ha inteso dare alcuna risposta, ne al Comitato ne ai cittadini, in spregio dello Statuto Comunale di cui egli stesso dovrebbe essere "garante". Non ha ottemperato, come previsto nello Statuto, all'obbligo di portare all'attenzione degli organi competenti, tale richiesta nei 30 giorni previsti. Forse, Mario Occhiuto, dimentica che è stato eletto anche grazie alla sua contrarietà rispetto a quest’opera, ribadita più volte in campagna elettorale, peccato però che abbia cambiato idea subito dopo la sua elezione, andando così contro il mandato popolare. La democrazia va rispettata sempre non solo in campagna elettorale.
Un sindaco allergico alla democrazia che si barrica dietro il silenzio e la falsa propaganda, attraverso render di parchi sportivi che poco hanno a che fare con la realtà del progetto, tutto ciò solo per giustificare il suo dietrofront e per difendere un’opera inutile ed economicamente insostenibile. Dietro il paravento del parco urbano o parco del malessere, si nasconde una lunga colata di cemento, i cui lavori bloccheranno la città per molti anni, al fine di costruire un’infrastruttura non efficiente (lenta e costosissima) ed economicamente insostenibile (con le previsioni di sostenibilità economica palesemente inverosimili). Abbiamo in questi anni proposto alternative, confronti, rimodulazioni del progetto, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E' arrivato il momento di dare un segnale forte ai Sindaci ed al Presidente di Regione, i cittadini questa opera non la vogliono. 
Il 18 Giugno alle ore 18.00, insieme a movimenti politici, comitati, sindacati, associazioni e cittadini,  riempiremo Piazza 11 Settembre per chiedere tutti insieme il rispetto delle democrazia e di una volontà al momento inascoltata.
Noi non ci fermeremo
Comitato NoMetro

Ospedale di Cosenza, entra in funzione nuovo acceleratore lineare

All’ospedale di Cosenza è entrato in funzione il nuovo acceleratore lineare “Versa HD”, inaugurato il trattamento sui primi pazienti.
Il nuovo acceleratore, dotato di tecnologia d’avanguardia, consente trattamenti di radioterapia di altissima precisione e cure meno invasive delle patologie tumorali.
“La sostituzione dell’apparecchiatura dismessa, con un acceleratore tecnologicamente avanzato e dalle alte prestazione – ha dichiarato il direttore generale, Achille Gentile – era un impegno che avevamo preso con i cittadini e sono soddisfatto di essere riuscito a mantenerlo”.
“E’ un investimento importante – ha proseguito Gentile – che consente trattamenti radioterapici d’avanguardia anche nel nostro nosocomio”.
L’acceleratore lineare permette somministrazioni con elevati livelli di accuratezza e velocità di esecuzioni a vantaggio dei pazienti.
Soddisfatti della nuova apparecchiatura i dottori Luigi Marafioti e Roberto Siciliano, rispettivamente direttore della UOC Radioterapia e responsabile di Fisica Sanitaria, che hanno sottolineato come “il nuovo acceleratore lineare arricchisca l’offerta dei trattamenti terapici  per la cura delle patologie oncologiche”.
Particolare cura è stata riservata alla ristrutturazione e alle opere di umanizzazione dei locali, con l’utilizzo di colori e lampade led che contribuiscono al miglioramento del contesto di cura, con effetti positivi non solo sui pazienti sottoposti a trattamento, ma anche sul personale medico e paramedico che vive quotidianamente quei luoghi.
Cosenza, 08.06.2018           

                                       SCHEDA TECNICA
ACCELERATORE “VERSA HD”
Versa HD è una soluzione flessibile in grado di offrire terapie convenzionali per trattare un ampio range di indicazioni e nel contempo consente trattamenti complessi che richiedono una precisione elevatissima e l’impiego di tecniche avanzate.
Versa HD riunisce in un unico sistema lo stato dell’arte della tecnologia e delle metodiche radioterapiche, rendendo possibili  tutti i tipi di trattamenti, oltre a quelli standard anche trattamenti con dosi di radiazioni particolarmente elevati, con vantaggi in termini di accorciamento dei tempi di irradiazione, qualità del fascio e riduzione della radiazione diffusa.
L’impiego di immagini 2D, 3D o 4D dirette del paziente durante il trattamento fornisce le informazioni per correggere eventuali spostamenti o deformazioni del target, massimizzando l’effetto della terapia ed evitando erogazioni di dose non desiderata nei distretti adiacenti.
Attraverso l’uso di sistemi di imaging 4D, è possibile monitorare i movimenti che avvengono durante il trattamento (respiratorio, prostata) e correggere le impostazioni del trattamento per compensare l’errore provocato da tali movimenti.
LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
In occasione dell'adeguamento tecnologico del Reparto di Radioterapia del Presidio Ospedaliero Mariano Santo, sono stati sostituiti tutti gli impianti esistenti. 
E' stato inoltre adeguato l'impianto di condizionamento con l'installazione di una U.T.A. dedicata al locale trattamento pazienti e potenziata la produzione del fluido refrigerato con l'installazione di un nuovo Gruppo Frigorifero. 
Per il locale Tac Simulatore, la sala ed i relativi impianti, sono stati progettati e realizzati con un livello prestazionale e di sicurezza conforme alle norme della Radiologia Interventistica.
Vista la natura dei trattamenti radioterapici per i pazienti, si è previsto il rinnovo di tutti i Sistemi UPS per garantire continuità dei trattamenti anche in assenza di alimentazione ENEL.
In occasione del rifacimento degli impianti, l'Azienda Ospedaliera di Cosenza, ha richiesto ai progettisti grande attenzione nella scelta dei materiali e degli elementi di umanizzazione degli spazi di cura, cercando di creare un ambiente accogliente con l'installazione di soffitti retroilluminati e di rivestimenti con carte da parati creative.

18 maggio 2018

Il Pronto soccorso di Cosenza a Piazza Pulita, ma l’Asp dov'è?



Indignano le immagini trasmesse dal programma televisivo “Piazza Pulita” sul Pronto soccorso di Cosenza. Indignano perché, purtroppo, non possono essere smentite e spaventano tutta la popolazione calabrese, conscia di dovervi approdare prima o poi. I numeri degli accessi al Pronto soccorso sono esagerati, gli ammalati provengono spesso anche dalle altre province, non si contano gli stranieri presenti sul territorio cosentino ai quali non vengono mai negate le cure. Il carico è insostenibile, specialmente nel fine settimana. È doveroso spiegarne le cause, non tanto per assolvere l’organizzazione del Pronto soccorso - che ha le sue ataviche pecche - ma per informare i cittadini e anche i media, tante volte silenti sull’argomento, che la responsabilità del Pronto soccorso intasato e malfunzionante deve essere anche attribuita all'insufficiente supporto dell’Azienda sanitaria provinciale. Un servizio giornalistico completo avrebbe dovuto, dopo aver mostrato le immagini che abbiamo visto, interessarsi anche dei servizi sanitari erogati sul territorio dall'ASP. Avrebbe scoperto che sono insufficienti a rispondere alla domanda di salute dei cittadini, al punto da riversare il carico di pazienti sul Pronto soccorso. Eppure, l'Asp di finanziamenti regionali ne riceve a iosa. Ci sarebbe da chiedersi come mai nessuno realizza un servizio giornalistico nei vari locali dell’ASP, con tanto di intervista al suo direttore. E come mai solo in pochi si rivolgono alla Guardia medica, che dovrebbe anche assolvere alla funzione di supporto al sempre vituperato Pronto soccorso? Come mai, ancora, i Nuclei di cure primarie si sono dissolti per sempre? Quante le responsabilità della becera politica calabra in questa tragica situazione, in cui a farne le spese sono, come sempre, i cittadini/contribuenti più bisognosi?
Siamo ormai abituati a sentire o a leggere critiche sul Pronto soccorso, legittime, ma quasi mai si parla, si indaga, si stanano i co-responsabili del malfunzionamento del Pronto soccorso dell'Annunziata. L'informazione a metà non serve a niente, se non a creare allarmismo e favorire discutibili politicanti che approfittano della situazione per il proprio tornaconto, ovvero iniziare campagne elettorali fondate sulle negatività della sanità calabrese, senza un reale interesse.