‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

06 marzo 2020

Coronavirus, nessuna organizzazione. L'appello del presidente dell'Ordine dei medici di Cosenza



EMERGENZA CORONAVIRUS: in Calabria, il Dpcm 4 marzo 2020 del presidente Conte sulle misure idonee al contrasto e alla riduzione del diffondersi del Coronavirus, è passato inosservato, o quasi. I dirigenti sanitari, infatti, non hanno ricevuto alcuna indicazione, poiché non sono stati emanati atti contenenti direttive in merito. Il caos totale


E proprio stamattina, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Cosenza, Eugenio Corcioni, ha inviato una lettera al Dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, al commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, al commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e al Ministro della salute per evidenziare ulteriormente la grave situazione dovuta al diffondersi dell’epidemia da Coronavirus che si sta manifestando nella sua ampiezza e portata ed è «con grande preoccupazione – scrive Corcioni - che ci troviamo a registrare le continue segnalazioni, provenienti da moltissimi nostri iscritti operanti nelle strutture sanitarie della nostra provincia, che lamentano la mancata adozione, ad oggi, di tutte quelle concrete e strutturali iniziative e provvedimenti, dettati dalle linee guida scientifiche e dal buon senso e recepite nei provvedimenti normativi, regolamentari ed amministrativi adottati dal Governo e da tutte le altre Autorità competenti, dirette alla mitigazione del rischio contagio e alla salvaguardia della salute tanto dei pazienti che degli operatori sanitari».



Mancano, peraltro, mascherine, tute, visiere e soprattutto una organizzazione delle strutture sanitarie «ci viene segnalato infatti – continua il presidente - che, ad oggi, nessuna iniziativa organica e strutturale è stata ancora assunta per dotare tutti gli operatori sanitari dei necessari equipaggiamenti di difesa personale dal contagio (mascherine idonee, tute, visiere, ecc.) e nessuna iniziativa è stata assunta per riorganizzare le strutture e l’accesso delle stesse in modo da evitare assembramenti e contatti tra i pazienti in attesa».


Una situazione gravissima e apparentemente incomprensibile perché è ben risaputo che chi occupa posizioni verticistiche in Calabria NON agisce nemmeno per evitare che i cittadini si ammalino. Altamente insignificante è apparsa l’ordinanza emanata dal presidente della Regione Calabria, che si limita a fornire indicazioni comportamentali per prevenire il contagio dal virus.
«Tutto ciò – conclude Corcioni - è evidentemente non solo incomprensibile, ma certamente, non più sopportabile vista la gravità della situazione e i pericoli ad essa connessi, per cui siamo a sollecitare il Vs/ autorevole intervento (ciascuno per quanto di propria competenza), dando fin d’ora la Ns/ piena disponibilità a collaborare, nelle forme e nei modi che riterrete opportuni ed utili, al fine di evitare che le strutture sanitarie diventino luoghi di maggior diffusione e contagio del virus».
Non servono altre parole.
Cosenza, 6 marzo 2020
© Francesca Canino

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