‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

22 agosto 2018

Appello per Cosenza vecchia


Le raccapriccianti foto che vi mostriamo sono state scattate all'interno di un edificio pericolante situato a Cosenza vecchia, precisamente in via Campagna. È abitato. Non intendiamo aspettare inermi la solita tragedia annunciata, ma agire per tentare di mettere preventivamente in salvo i residenti del centro storico e per proteggere i luoghi della nostra storia dalla distruzione già iniziata.






Non sono bastati i reiterati crolli, i convegni, i libri bianchi e i servizi giornalistici a destare l’interesse dell’amministrazione comunale sulla città vecchia. Eppure, negli ultimi anni, Cosenza è stata la città dei cantieri, ma nessuno di essi è stato aperto per risanare almeno le parti più pericolanti del centro storico. Neanche dopo il primo, eclatante crollo che ha attirato, mesi e mesi fa, l’attenzione, artificiosa, di politici, amministratori, studiosi e tecnici. E mentre si susseguivano promesse, chiacchiere istituzionali, passerelle propagandistiche, programmi elettorali basati sul centro storico, quest’ultimo ha perso altri pezzi, a volte anche per mano dell'amministrazione comunale che, senza nemmeno chiedere le dovute autorizzazioni, ha abbattuto edifici di interesse storico.
A distanza di molto tempo ormai dal primo crollo e dinanzi all’immobilità di quanti, in sede di passerella, si dicevano pronti a intraprendere una battaglia per evitare la perdita sia di vite umane che del patrimonio storico-artistico della città, è chiaro che Cosenza vecchia e i suoi problemi non interessano a nessuno. È inaccettabile che nessuno prenda provvedimenti per scongiurare distruzione e morti, la vita dei residenti-contribuenti del centro storico vale davvero così poco?
Non è semplice intervenire laddove gli edifici pericolanti risultino appartenenti a privati, ma una soluzione deve essere individuata per evitare di dover contare i morti. L’art. 7 della Legge 2248/1865, all. E, dispone che “l’autorità amministrativa per grave necessità pubblica può senza indugio disporre della proprietà privata con decreto motivato e senza pregiudizio dei diritti delle parti”.

Cosenza, 22 agosto 2018
Francesca Canin

3 commenti:

  1. Il Sindaco oculatamente sceglie secondo criteri che non sono volti a quello che può essere più importane ed utile per la Città ed i cittadini, ma secondo criteri che a lui diano nel bene e nel male più visibilità più notorietà che vada a soddisfare il suo "ego" e non importa a quale prezzo.Non c'è più visibilità ,quindi,ella costruzione di un "ECOMOSTRO" stile XXI Secolo che nella ristrutturazione di un vecchio e storico palazzo fatiscente di almeno 2 secoli prima ?

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  2. Mia sorella è nata a Cosenza vecchia dove prima si potevano ammirare le dimore nobiliari. Queste foto sono incredibili, da quello che leggo il Sindaco non si rende conto della grave perdita del patrimonio culturale di Cosenza e del Paese

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  3. Cosenza è allo sfascio da dieci anni ormai

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