‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

10 febbraio 2020

Biblioteca Civica di Cosenza, sono oltre cento i testi antichi trafugati


Negli ultimi venti anni, sono stati trafugati dalla Biblioteca Civica di Cosenza circa 120 libri antichi e rari stampati tra il 1500 e il 1700. Nessuno sa che fine abbiano fatto, né come sia potuto accadere che oltre un centinaio di volumi sia stato portato fuori dalla Biblioteca. Non sono mai più rientrati. Eppure, ogni utente che si reca in Biblioteca deve compilare una scheda con i propri dati e anche con quelli del volume che intende esaminare, scheda che viene consegnata agli impiegati a fine consultazione. Come mai per queste edizioni antiche e rare, custodite peraltro in locali diversi e sottochiave, non è stata seguita la solita – o una più efficace - procedura? Si è trattato di superficialità da parte degli impiegati o gli utenti/ladri non potevano essere sottoposti alle regole valide per tutti i comuni mortali?
Un pesante silenzio è calato su questa vicenda e mentre la città ha perso una parte del suo prezioso patrimonio librario, c’è qualcuno che gioisce nel rimirare i cimeli della cultura cosentina nella propria casa e c’è qualcun altro che ha ricevuto ottimi guadagni dalla loro vendita. Responsabili indiretti dei furti sono coloro i quali non hanno controllato, pur essendo preposti a questa funzione, forse oggi nemmeno più in servizio.



La perdita dei libri antichi è un danno che si aggiunge alle numerose disgrazie che hanno colpito la Biblioteca Civica già da tempo: è stata sfrattata, un paio di anni fa, dalla parte dell'edificio che appartiene al Demanio perché non sono stati corrisposti i canoni di affitto, gli impiegati non ricevono le loro spettanze puntualmente, l'utenza telefonica è stata interrotta nei mesi scorsi per il mancato pagamento della bolletta e nessuno sa se esiste ed è in funzione un sistema di allarme.
Sono anni ormai che la Provincia e il Comune di Cosenza, gli enti finanziatori della Biblioteca per statuto, non stanziano regolarmente i fondi per il suo mantenimento e non programmano piani di rilancio. In questo modo, l’antica istituzione culturale è stata affossata dal loro stesso disinteresse. Infatti, fino a marzo 2019, i bilanci erano fermi al 2013 e i due enti avevano drasticamente ridotto i fondi da erogare alla Biblioteca. Le ultime notizie sul futuro della storica istituzione non piacciono ai cosentini: con molte probabilità, la Biblioteca sarà statalizzata, passerà dunque sotto l'egida del ministero.
Cosenza, 10 febbraio 2020
© Francesca Canino

Alcune Opere antiche trafugate dalla Biblioteca Civica di Cosenza

Quattromani S. Lettere diverse, Napoli, 1714;
Sambiasi G., Ragguaglio di Cosenza, Napoli, 1639. Ingr. 7803;
Galenus, C., Pergameni, Venezia, 1542. Ingr. 26111;
Scotto F., Itinerario d’Italia, Roma, 1747 Ingr. 18687;
Acampora G., Ragioni a pro della…, Napoli, 1709;
Telesio B., La Philosophia, Napoli, 1589;
Ciompoli G. Poesie sacre, funebri…, Venezia, 1676;
Galenus C., De usu partium…, Lugduni, 1550;
Dolce L., Osservationi nella volgar..., Venezia, 1550;
Doni A. La zucca, Venezia, 1595;
Muscardi A., Discorsi morali su la tavola di Cebete Tebano, Venezia, 1635;
Mantova D., Rime, Venezia, 1554;
Manilius M., Poetae clariss. Astronomicon ad Caesarem Augustum, Lugduni, 1566;
G.B. Marino, La strage degli innocenti, Lucca, 1785;
Moschetti G.A., Il pulice, Venezia, 1625;
Muzio G., La Faustina, Venezia, 1560;
Loredano G.F., Sei dubbi amorosi, Venezia, 1649;
Redi F., Sonetti, Firenze, 1703;
Saggi d’anatomia, Padova, 1713;
Stanchi M., La Maddalena, Roma, 1667;
Tasso T., Le sette giornate del mondo creato, Venezia, 1608;
Parabosco, G., Rime, Venezia, 1547;
Fantozzi G., Moti celesti calcolati ed esaminati nei loro influssi per l’anno bisestile 1740, Perugia, 1740;
Garopoli G., Il Carlo Magno o vero la Chiesa vendicata..., Roma, 1655;
Le secretaire a la mode, Marseille, 1708;
Franco N., Dialogo dove si ragiona delle bellezze, Venezia, 1542;
Nicolai A., Historia, o vero narrazione giornale dell’ultime rivoluzioni della città e regno di Napoli, Amsterdam, 1660;
De Rinaldi G., Il mostruosissimo mostro, Brescia, 1599;
Loredano G.F., Delle bizzarrie accademiche. Pt. II.
Ragguagli del Parnaso, Bologna, 1646;
Sallustio con altre belle cose. Volgarizzate per Agostino Ortica della Porta, Venezia, 1531;
Perez de Bustos D., Trattato breve de flobotomia, Barcellona, 1718;
Doni A.F., Mondi celesti, terrestri et infernali de gli academici pellegrini, Venezia, 1583;
Tasso T., Il Rinaldo, Milano, 1618;
Bellarmini R., Opuscola, quinque…, Venezia, 1761;
Scaglioni E., Sacri fasti, Perusiae, 1596;
Hippocrates, Aphorismi, cum Galeni. Commentariis Nicolao Leoniceno…, Venezia, 1538;
Galenus C., Ars medicinalis. Nicolao Leonicino interprete, Venezia, 1538;
Attendolo D., Il duello, Venezia, 1562;
Crisconio G., Scrutinio della nobiltà /di Cosenza/, s.l., s.d.;
Pacichelli G.B., Regno di Napoli, Voll. I e II, Napoli, 1703. Ingr. Vol. I: 8319; vol. II;
Giardina A., Sacrum stagnum, Messina, 1645;
Galilei G., Dialoghi, Firenze, 1632;
Campanile D., Notizie di nobiltà, Napoli, 1672;
Capra B., Usus et fabrica Circini(?), Bologna, 1655;
Capra B., Difesa di Galileo Galilei, Bologna, 1655;
Doni A.F. Il cancelliere del Doni, Venezia, 1562, vol. II;
Galiani F., Della moneta, Napoli, 1780;
Privilegi et capitoli della città di Cosenza, Napoli, 1571;
Zonca V., Novo teatro di macchine et edificii, Padova, 1656.

09 febbraio 2020

Interrogazione parlamentare sul Parco eolico di Mongrassano



Un impianto di 16 megawatt che indebolisce un territorio fragilissimo si sta realizzando in località Aia dei Venti, Mongrassano (Cs). Si tratta di un affare di 40milioni di euro, autorizzato dalla Regione Calabria, che prevede la realizzazione di sei torri eoliche alte 150 metri, su un’area classificata ad alto rischio sismico e idrogeologico.
Nonostante siano state segnalate diverse irregolarità, i lavori sono proseguiti senza rispettare molte delle leggi vigenti. E in seguito alle proteste dei residenti e ai diversi articoli di stampa pubblicati negli ultimi mesi è giunta, pochi giorni fa, una interrogazione parlamentare. È stato, infatti, indirizzato ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per i beni e le attività culturali e per il turismo l’atto pubblicato il 6 febbraio u.s. dai senatori Corrado, Granato, De Lucia, Angrisani, Marilotti, Trentacoste, Montevecchi, Pavanelli, con il quale si chiede se i succitati ministri “siano a conoscenza della situazione e quali urgenti iniziative intendano adottare al fine di bloccare gli incentivi e agevolazioni relativamente al costruendo impianto eolico ‘Aia del vento’ da parte della Siemens Gamesa Renewable Energy Italy SpA; e quali provvedimenti abbiano adottato oppure intendano adottare al fine di salvaguardare il paesaggio, tutelato dall'art. 9 della Costituzione, e il percorso denominato "via del giovane", atteso che i lavori per l'impianto eolico proseguono, a quanto pare, in violazione della normativa di settore, con autorizzazione unica ormai priva di efficacia giuridica”.
Di seguito pubblichiamo il documento in questione nella sua interezza, nella speranza che possa ristabilire la legalità e la sicurezza in un territorio devastato sotto ogni punto di vista.

Atto n. 4-02863
Pubblicato il 6 febbraio 2020, nella seduta n. 188
Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per i beni e le attività culturali e per il turismo.
PREMESSO CHE:
con decreto n. 7505 del 20 giugno 2014, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria n. 32 del 14 luglio 2014, parte II, la Regione, dipartimento n. 5, attività produttive, settore 2, politiche energetiche, attività estrattive e risorse geotermiche, rilasciava alla Siemens Gamesa Energia Italia SpA l'autorizzazione unica alla realizzazione dell'impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica "Aia del vento", da realizzare nei comuni di Mongrassano, San Marco Argentano e Cervicati (Cosenza);
il decreto dava atto che la durata dell'autorizzazione era definita dal punto 10.2, allegato sub 1, della legge regionale n. 42 del 2008, ovvero con una durata massima di 3 anni, prorogabile per una sola volta; prevedeva, inoltre, che i lavori dovevano avere inizio entro 90 giorni dalla data di rilascio dell'autorizzazione unica e che il termine della conclusione dei lavori era fissato in 36 mesi, decorrente dalla data di inizio lavori;
con decreto n. 7356 del 14 luglio 2015, pubblicato sul Bollettino ufficiale n. 9 del 5 febbraio 2016, parte II, la Regione Calabria, dipartimento n. 6, sviluppo economico, lavoro, formazione e politiche sociali, settore n. 7, attività produttive ed energia sostenibile, concedeva alla stessa società la proroga del termine di inizio lavori sino al 6 ottobre 2015, indicato nel decreto di autorizzazione unica n. 7505 del 20 giugno 2014, con termine di conclusione dei lavori fissato in 36 mesi;
CONSIDERATO CHE:
ciononostante, con decreto n. 9583 del 5 settembre 2018, pubblicato sul Bollettino ufficiale n. 93 del 19 settembre 2018, il dipartimento sviluppo economico, attività produttive, settore 5, fonti rinnovabili infrastrutture energetiche lineari concedeva "una proroga per la realizzazione del parco eolico di che trattasi alla Siemens Gamesa Renewable Energy Italia SpA fino al 12 giugno 2019, termine ultimo per la realizzazione dell'opera stessa", agendo in modo palesemente illegittimo, atteso che i lavori non erano iniziati entro la data di proroga di inizio lavori, fissata per il 6 ottobre 2015;
con nota del 16 ottobre 2019 prot. n. 0005461, inoltrata al dipartimento sviluppo economico attività produttive, nonché ad ulteriori 29 destinatari (tra cui gli uffici tecnici dei Comuni di San Marco Argentano e di Cervicati, il Ministero per i beni e le attività culturali, la Terna rete italiana SpA, la Guardia di finanza, il Nucleo Carabinieri tutela patrimonio culturale), il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Mongrassano riscontrava che i lavori di costruzione del parco eolico avevano avuto inizio in data 26 ottobre 2018, quindi oltre il termine fissato dall'autorizzazione unica del 18 settembre 2014, prorogata al 6 ottobre 2015;
il termine di ultimazione dei lavori era stato oggetto di proroga due volte, in contrasto con quanto disposto dalla citata legge regionale;
il mancato inizio dei lavori entro il 6 ottobre 2015, termine ultimo assegnato, aveva comportato la decadenza ai sensi dell'art. 15, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 del permesso di costruire, sostituito a tutti gli effetti dall'autorizzazione unica (con decreto n. 7505 del 20 giugno 2014);
il tecnico comunale riscontrava, infine, la mancata osservanza delle disposizioni della legge regionale, relativamente alla concessione della proroga di una sola volta del termine di ultimazione lavori e chiedeva al dipartimento sviluppo economico attività produttive di valutare l'esistenza dei presupposti di fatto e di diritto per l'emissione del provvedimento di decadenza dell'autorizzazione unica;
CONSIDERATO INOLTRE CHE:
i lavori hanno avuto effettivo inizio in data 20 marzo 2019 e proseguono con autorizzazione unica, che deve essere ritenuta affetta da decadenza ai sensi e per gli effetti dell'art. 15, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, senza che la Regione abbia emesso a tutt'oggi alcun conseguente provvedimento di decadenza del titolo autorizzativo, benché l'ufficio tecnico comunale abbia, da ben oltre 4 mesi, riscontrato irregolarità, violazioni normative e, appunto, la decadenza dell'autorizzazione unica;
la costruzione del parco eolico gode di incentivi ed agevolazioni da parte del Gestore dei servizi energetici GSE SpA, quale società interamente controllata dallo Stato attraverso il Ministero dell'economia e delle finanze, che ha il compito di accertare la sussistenza o la permanenza dei requisiti per il riconoscimento o il mantenimento degli incentivi;
l'impianto insiste sul percorso religioso denominato la "via del giovane" quale itinerario di interesse escursionistico, naturalistico, storico, religioso, culturale e turistico, inserito dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nell'atlante dei cammini d'Italia, poiché collega alcuni luoghi toccati dalla vita e della predicazione di san Francesco di Paola, protettore della Calabria; dal convento di San Marco Argentano il percorso si dirama verso il santuario di Paola (Cosenza) attraversando il territorio di Mongrassano proprio in località denominata "Aia dei venti";
nell'anno 2017, anche con il patrocinio della stessa Regione Calabria, della Provincia di Cosenza, della federazione italiana escursionismo (FIE), dei Comuni interessati e del santuario di san Francesco di Paola, l'intero itinerario, contenuto nel "Testimonium", ovvero il documento che attesta il compimento del cammino timbrato dai frati dell'ordine dei minimi di san Francesco, è stato inaugurato ed è stato segnalato con l'apposizione di 45 pietre miliari,
SI CHIEDE DI SAPERE:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e quali urgenti iniziative intendano adottare al fine di bloccare gli incentivi e agevolazioni relativamente al costruendo impianto eolico "Aia del vento" da parte della Siemens Gamesa Renewable Energy Italy SpA;
quali provvedimenti abbiano adottato oppure intendano adottare al fine di salvaguardare il paesaggio, tutelato dall'art. 9 della Costituzione, e il percorso denominato "via del giovane", atteso che i lavori per l'impianto eolico proseguono, a quanto pare, in violazione della normativa di settore, con autorizzazione unica ormai priva di efficacia giuridica;
se non vogliano valutare se nei fatti ricorrano illeciti, con conseguente dovere di denuncia alle competenti autorità.

Cosenza, 9 febbraio 2020





© Francesca Canino

05 febbraio 2020

Il Centro studi internazionale dedicato a Telesio, Bruno e Campanella, un progetto di cui non si vede la luce



Che fine ha fatto il ‘Centro studi internazionale’ su Telesio ideato nel lontano 2009? Da quel che è dato sapere funziona a sprazzi, ha richiesto investimenti esosi e risulta essere chiuso per la maggior parte del tempo. Ma ripercorriamo le tappe del progetto.

Nel mese di giugno del 2015, il comune di Cosenza concesse in comodato gratuito un intero piano di palazzo Caselli Vaccaro al ‘Centro studi internazionale’ dedicato a Telesio, Bruno e Campanella. Il Centro, nato in occasione del cinquecentenario della nascita di Telesio, fa parte di un articolato progetto ideato dal ''Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio'', composto da circa una ventina di studiosi. Presieduto da Nuccio Ordine, ordinario dell'Unical, il Comitato decise di realizzare a Cosenza, oltre al Centro Studi, anche una Biblioteca telesiana. Quest'ultima avrebbe dovuto custodire le riproduzioni digitali di tutti gli esemplari di ogni edizione delle opere di Telesio presenti nelle principali biblioteche del mondo e la bibliografia secondaria, un lavoro da compiersi in seguito al censimento di tutte opere telesiane esistenti. Furono previste, inoltre, le ristampe anastatiche e la traduzione in francese, inglese e spagnolo delle tre edizioni del ''De Rerum Natura'', l’opera maggiore del filosofo cosentino, e degli opuscoli scientifico-filosofici, lavoro che sarebbe servito anche per la realizzazione di un CD ROM. Dopo aver ricevuto un cospicuo finanziamento da parte di vari enti, il Comitato iniziò le sue attività nel gennaio 2010.

A distanza di anni, il Centro internazionale, allargato nel frattempo anche allo studio dei filosofi Bruno e Campanella, stenta a partire regolarmente, nonostante disponga di una sede nel centro storico di Cosenza, mai utilizzata. Nel 2016, Nuccio Ordine spiegò i motivi che ritardavano l'inizio delle attività a palazzo Caselli Vaccaro, che necessitava «di essere attrezzato, servono, infatti, gli arredi per la Biblioteca, la sala convegni, la foresteria. In questo momento non abbiamo i fondi per farlo, speriamo di poter partecipare a un POR per completare la Biblioteca nel giro di due/tre anni. Intanto, il nostro lavoro continua, pur tra molte difficoltà e lungaggini, abbiamo fatto una ricerca in tutte le biblioteche del mondo che custodivano le opere dei tre filosofi, abbiamo tracciato la loro storia e ora sappiamo come ogni opera è giunta in una determinata biblioteca. Abbiamo promosso la pubblicazione in lingua straniera di alcuni scritti telesiani, fatto il censimento di tutte le sue opere e nel mese di agosto avremo la prima bozza di ciò, realizzata grazie a un finanziamento concesso dalla fondazione Carical, che ci sostiene insieme alla banca Carime. Al momento - continua Ordine - abbiamo individuato 550 opere di Telesio sparse nelle varie biblioteche, abbiamo acquistato i microfilm di 250 di esse e per quanto riguarda Bruno, su 1170 opere ne abbiamo 470, mentre di Campanella non abbiamo ancora una bibliografia, dunque la ricerca è più complicata. Abbiamo voluto estendere gli studi anche a Bruno e a Campanella per avere una visione completa del periodo. La casa editrice Carocci ha pubblicato alcune ristampe anastatiche degli esemplari più completi delle opere di Telesio reperite nelle varie biblioteche, mentre le traduzioni della bibliografia secondaria inizieranno quando il Centro sarà pronto. Il lavoro è abbastanza lungo e impegnativo, ora dovremo definire i dettagli con il comune di Cosenza, che vorremmo entrasse nel nostro Consiglio di Amministrazione. Solo dopo potremo fare una programmazione che potrebbe partire non prima dell'inizio del nuovo anno».

Un lavoro complesso che si sarebbe dovuto concludere nel 2013, ma che ancora oggi è ben lungi dall'essere completato. Il mondo culturale cittadino ha mosso diverse critiche al riguardo.
Anche sui finanziamenti ricevuti dal Comitato le critiche non si sono risparmiate, considerato che a fronte di migliaia di euro erogati da diversi enti e fondazioni, il progetto non è stato ancora portato completamente a termine, rivelandosi, a distanza di anni, più dispendioso e complicato di quanto previsto. Solo pochi mesi fa, Ordine ha ammesso che per completare la raccolta delle opere sarebbe servito un investimento di 600.000 euro. Intanto, sul comodato d’uso, pare si fosse soffermata, la scorsa estate, la Corte dei Conti per un presunto danno erariale derivante dai mancati introiti della locazione dell'immobile. La concessione di beni di proprietà comunale, infatti, quando non prevede un corrispettivo, può essere ammesso se l’interesse pubblico perseguito è equivalente o superiore a quello meramente economico. 

A questo punto, è lecito chiedersi se il Centro studi sarà un'altra celebre e dispendiosa incompiuta? 


FOCUS
Il comitato propose di realizzare a Cosenza un Centro Studi e una Biblioteca telesiana, contenente non solo le riproduzioni digitali di tutti gli esemplari di ogni edizione delle opere di Telesio presenti nelle principali biblioteche del mondo, ma anche la bibliografia secondaria sul filosofo. Un lavoro da compiere effettuando un censimento delle opere telesiane sparse nel mondo. Furono previste, inoltre, le ristampe anastatiche e la traduzione in francese, inglese e spagnolo delle tre edizioni dell’opera maggiore, degli opuscoli scientifico-filosofici e la traduzione italiana del 'De rerum natura' (tuttavia già esistente perché effettuata da Luigi De Franco), lavoro che sarebbe servito anche per la realizzazione di un CD ROM.
Con un finanziamento totale di circa 150.000 euro, erogato da vari enti, il Comitato iniziò le sue attività nel gennaio 2010.
Due anni dopo, era stato realizzato quanto segue: era in corso di pubblicazione la ristampa anastatica di tutte le opere di Telesio, era stato pubblicato il primo volume della prima edizione del 'De rerum natura' (1565), probabilmente non in distribuzione a Cosenza, e l'opuscolo 'Ad Felicem Moimonam'. Erano in corso di pubblicazione il secondo volume con la seconda edizione del 'De rerum natura' (1570), tre opuscoli, un'edizione spagnola del 'De cometis', gli atti del convegno su Telesio tenutosi a Barcellona e una traduzione spagnola del 'De rerum natura' del 1570. Per quanto riguarda la Biblioteca, per la cui realizzazione la Provincia promise la somma di 200.000 euro, continuavano le ricerche dei testi in tutto il mondo e si contava di avere, per fine 2012, il censimento delle opere per poi acquistare i microfilm e tutti gli scritti su Telesio. Intanto erano stati spesi circa 64.000 euro, come si apprendeva dal sito appositamente costruito per le celebrazioni.
Cosenza, 5 febbraio 2020
© Francesca Canino


26 gennaio 2020

Cosenza, elezioni regionali e Seggi fantasma

icittadinisegnalano


Gentile giornalista,
per sapere dove andare a  votare questa mattina ho dovuto telefonare ai vigili!!! Sono state tolte dal Convitto Nazionale anche le sezioni che l'anno scorso erano ancora lì, compresa la mia, senza NESSUN TIPO DI COMUNICAZIONE (l'anno scorso cartelli su corso Telesio due mesi prima e articolo in capo alla pagina del sito del Comune). Neppure sul cancello del Convitto uno straccio di pezzo di carta.
Non posso descrivere quello che ho fatto quando sono arrivata a via Milelli, nuova sede del seggio, ove mi hanno detto che l'inconveniente dipendeva dall'ufficio elettorale.
Ormai che c'ero (tutto a piedi, ovviamente,
ma era troppa la rabbia) sono andata anche lì e li ho mandati a... davanti alle circa cento persone che solo stamattina avevano scoperto di dover votare in luoghi diversi dai precedenti. Non hanno potuto replicare alcunchè! Penso che basti e avanzi per capire tante, ma tante cose!!!
Cosenza, 26 gennaio 2020
Lettera firmata

21 gennaio 2020

L'agonia della sanità bruzia: un pasticciaccio politico



Cui prodest una sanità sempre più avvezza a mandare i pazienti calabresi a curarsi fuori regione?
Cui prodest una sanità regionale sempre più incline alla privatizzazione?
Cui prodest, infine, una sanità clientelare che è stata ed è fonte di ricchezza e potere delle solite famiglie?
Approfondiamo cio che sta accadendo all'Annunziata di Cosenza, specchio della situazione sanitaria regionale, grazie alla lettera di un operatore sanitario.


icittadinisegnalano:


A poco più di un secolo e mezzo, “i piemontesi” lo rifanno. Oggi, più che altro, sono lombardo-veneti, ma la sostanza non cambia.
Allora vennero con la scusa di unificare l’Italia. Si presero tutto quello che poterono, mantenendo al suo posto, anzi utilizzandola per dominarci meglio, quella stessa aristocrazia becera e dozzinale dell’epoca borbonica.
Oggi i lombardo-veneti, con la scusa di rimettere in sesto una sanità malata, ridando vigore ai principali responsabili del disastro calabrese, le da il colpo di grazia. Nulla contro i fratelli lombardo-veneti. Nulla contro di loro così come nulla contro i fratelli che vengono in Europa per migliorare la loro grama vita. Il dividerci per campanili e per razze è il miglior modo per dominarci meglio. Per noi oggi il nemico sono i lombardo-veneti, ieri i nazi-fascisti, l’altro ieri i piemontesi ma, ancora prima, gli inglesi per gli indiani d’India e d’America, i francesi per algerini e magrebini. Tutti accomunati dal “noi siamo la razza superiore” usato per aumentare il potere economico di oligarchie finanziarie.
Oggi dal nord, per salvare la nostra Sanità, ci arriva il fior fiore dei “disaster manager” e non nel senso di specialisti della protezione civile nel gestire il post calamità naturali e non, ma nel senso di professionisti specializzati nel fare terra bruciata dove poggiano i piedi. Sono arrivati e se ne sono stati per quattro mesi trincerati all’ultimo piano della sede amministrativa dell’Azienda Ospedaliera che sono venuti a distruggere. Non hanno dato alcun segno della loro presenza se non sporadici piccoli interventi tampone per evitare il collasso dell’intera struttura: farmaci e dispositivi concessi con il bilancino e come se fosse un favore personale; procedure ogni giorno più contorte per prendere gli operatori per stanchezza; piani di rilancio neanche a parlarne. Uniche apparizioni pubbliche in occasione della visita delle commissioni ministeriali. Quando finalmente si mostrano, facendo finta di affidare a primari e responsabili di reparti gli obbiettivi da raggiungere nell’anno, in effetti sono lì per mortificare le vere professionalità ed esaltare i soliti “compagnucci di merende”. Usano pettegolezzi da strada (ma li avranno sentiti davvero o sono pura invenzione?) per screditare professionisti seri e rispettati anche fuori dai confini regionali, senza darsi alcuna pena del fatto che, così facendo, dimostrano di parlare di reparti di cui non sanno neppure dove siano allocati fisicamente. 
In queste loro sortite, che pomposamente ed ipocritamente definiscono “discussioni sul budget”, non si preoccupano minimamente di dimostrare che disconoscono totalmente non solo come è strutturata l’azienda che dovrebbero guidare ma anche la legislazione che ne governa i meccanismi. Probabilmente perché ci considerano i soliti baluba terroni da poter imbrogliare con perline e collanine.
Che la sanità calabrese avesse necessità di un azzeramento per permetterne una ricostruzione su basi non infracidite da un trentennio di mal gestione e ruberie, è un fatto. Che siano riusciti ad approfittare del decreto Calabria per distruggere quel poco di buono che, con fatica e sacrificio, cercava di resistere, un fatto lo sta diventando e sarà completamente concretizzato, salvo stravolgimenti dell’ultim’ora, dopo il prossimo 27 gennaio.
In tutto ciò, buona parte di noi Calabresi, fa come il classico ranocchio che, messo in una pentola piena d’acqua sotto la quale è stato acceso il fuoco, è tutto contento che gli stiano scaldando l’acqua dove nuotare. Sono contenti che le sirene sovraniste li stringano nel loro abbraccio, anzi, si mettono in fila per ottenerlo non vedendo quanto sia letale. Hanno con troppa facilità dimenticato che, fino a poco più di un anno fa, queste stesse sirene volevano erigere barriere nei confronti di tantissimi, troppi figli del sud che andavano a “rubare” loro il lavoro. Le stesse barriere, invece, erano e sono sostituite da ponti d’oro per i tantissimi, troppi figli del sud che sono costretti ad andare a curarsi nelle loro mega strutture sanitarie, portando i soldi con cui ingrandirle e farle prosperare. Se prima era solo un’ipotesi, i fatti cui oggi stiamo assistendo la confermano come realtà. Dobbiamo essere strangolati per restare sudditi di una colonia da spremere come il classico limone. Questo, purtroppo, con buona pace dei soliti notabili, lacchè e fauna selvatica locale che, per puro interesse personale, hanno venduto e continuano a vendere la loro terra e la loro gente.
Cosenza, 21 gennaio 2020
Lettera firmata

18 gennaio 2020

icittadinisegnalano: A Cosenza ZTL mai attivate e vigili spariti


Gentile giornalista,
vorrei portare all’attenzione di tutta la città l’ennesima beffa che l’amministrazione comunale di Cosenza ha inteso fare ai residenti del quartiere di Santa Teresa. Molti mesi fa, le eccelse menti che governano la nostra ormai distrutta città hanno ben pensato di istituire su una delle vie che sboccano su piazza Santa Teresa, via Parisio esattamente, una ZTL. L’idea, poi diventata realtà, ha esasperato i residenti, già vessati dai disagi provocati dalla movida, dai parcheggi eliminati a favore delle pedane (realizzate con i soldi pubblici e ad uso dei locali della movida). A tutto ciò, si aggiungeva anche una inopportuna ZTL. Abbiamo sopportato anche questo sopruso e molti residenti hanno dovuto anche pagare le multe quando, spesso per bisogno e disperazione, percorrevano la via o sostavano dinanzi alle pedane.  

Un trattamento diverso è stato riservato ai frequentatori dei locali, notturni e diurni, ai soliti noti, cioè personaggi della bella società cosentina che gravitano nella zona o perché residenti o perché qui svolgono le loro attività.
Dopo valanghe di multe giunte ai residenti e ai malcapitati che parcheggiavano a fianco alle pedane di via Parisio, strada assurta agli onori di ZTL nonostante le proteste di quanti vi abitano, abbiamo saputo che di ZTL esiste solo il nome. Infatti, essa pare che non sia mai stata attivata. Allora perché in tanti sono stati multati?

Ci spieghiamo così il fatto che i vigili non sono più presenti davanti alla ZTL da tantissimo tempo, in effetti la via è a tutti gli effetti una strada a transito normale, se non fosse per i cartelli stradali che dicono il contrario. Tra l’altro, vigili da queste parti chiassose e lasciate alla mercé di gente che beve a dismisura non se ne vedono, così come sono assenti dal resto della città. In tanti ci chiediamo se Cosenza dispone ancora di un corpo di polizia municipale, se sì, come mai sono scomparsi dalle strade della città? Perché i cittadini devono pagare persone che non svolgono il loro compito? E in ultimo, ma in che razza di città viviamo?
Roberto G.
Cosenza, 18 gennaio 2020

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Se avete storie di malasanità, di disservizi burocratici, di abusi e ingiustizie da raccontare, inviate una mail al seguente indirizzo: icittadinisegnalano@gmail.com, pubblicheremo le vostre lettere senza diffondere i vostri dati. Rimanere in silenzio non serve a nessuno, è importante divulgare le inefficienze del sistema e le vessazioni che troppo spesso subiamo.  


17 gennaio 2020

Eolico e territori devastati, il caso Mongrassano


Un territorio martoriato. La realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica nei comuni di Mongrassano, San Marco Argentano e Cervicati (CS), precisamente in località “Aria dei venti”, ha devastato il paesaggio calabrese.

Un affare da 40milioni di euro, autorizzato dalla Regione Calabria, che prevede la realizzazione di sei torri eoliche alte 150 metri su un’area classificata ad alto rischio sismico e idrogeologico, dove è prevista una colata di circa 12mila mc di calcestruzzo, oltre al carico delle sovrastrutture.
Gli abitanti dei tre comuni sono preoccupati per la realizzazione dell’impianto da 16 megawatt che mette in pericolo un territorio fragilissimo e si interrogano su alcune irregolarità: i lavori, infatti, sarebbero dovuti iniziare nel 2014, ma sono stati prorogati all’anno successivo, e sarebbero dovuti terminare a giugno 2019. In realtà, sono iniziati nei primi mesi del 2019 e hanno già distrutto un intero patrimonio boschivo e modificato tutto l’assetto idrogeologico e ambientale, senza tener conto del vincolo incendi (l’ultimo è divampato nel 2017), né delle tradizioni, visto che la strada per la costruzione del parco ricade su un sentiero riconosciuto dall’Atlante storico dei percorsi francescani (Via Frangigena, percorsa da San Francesco di Paola da San Marco Argentano a Paola, attualmente distrutta).
Nei mesi scorsi, i lavori sono stati sospesi dalla Direzione generale del Mibac, esattamente a maggio 2019, a causa dell’autorizzazione ambientale scaduta nel 2017 e anche per alcune irregolarità nell’iter amministrativo. L’impresa costruttrice ha presentato ricorso al Tar Calabria, che ha sospeso il provvedimento del MIBAC e i lavori sono ripresi nei primi giorni di settembre. Il MIBAC ha, in seguito, presentato ricorso al Consiglio di Stato. Se ne discuterà nel prossimo mese di aprile.
La speranza è che nessuno si pieghi agli interessi della ditta esecutrice, che prosegue, tuttavia, i lavori con autorizzazioni scadute, distruggendo un intero territorio.
Nelle scorse settimane, diversi smottamenti si sono verificati nell’area interessata dai lavori, dove una grossa quantità di fango è scivolato a valle dopo aver percorso le colline che ospiteranno le pale eoliche. Il fango ha invaso pezzi di strada del comune di Mongrassano, impedendo la circolazione per ore. Si è scongiurato il peggio, visto che l’area, come abbiamo ricordato, è ad alto rischio idrogeologico e sismico, problema segnalato nel 2018 anche alla Direzione Generale Architettura Belle Arti e Paesaggio del Mibac.
RICAPITOLANDO: La realizzazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica è stato autorizzato dalla Regione Calabria il 20 giugno 2014 alla Società Siemens Gamesa Energy Italy. È costituito da 6 pale alte 150 metri con relative opere connesse ed è situato in località “Aria dei venti”, sul crinale di una montagna che, oltre ad essere zona a rischio sismico e archeologico, è stata percorsa dal fuoco nel 2017 e nel 2008, prima, dunque, del rilascio dell’autorizzazione unica (20/6/14). Quest’ultima non si è attenuta a quanto previsto dalla legge quadro in materia di incendi boschivi (L. 353/00), secondo la quale le zone boscate e i pascoli percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno 15 anni.
L’impianto, inoltre, avrà impatti negativi sul Percorso religioso di San Francesco di Paola. Elementi, questi, che non sono stati valutati. Allo stesso modo, non si è tenuto conto che i lavori sono iniziati oltre il termine di scadenza fissato dall’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione e che il termine di ultimazione dei lavori è stato oggetto di ben due proroghe, in contrasto con quanto disposto dalla L.R. 42/08. Inoltre, il cartello di cantiere non risulta completo e non si hanno notizie della presenza di un archeologo sull’area dei lavori, come prescritto dalla Soprintendenza.

Cosenza, 17 gennaio 2020


© Francesca Canino