‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

25 ottobre 2020

LETTERE: Cosenza, città e corso principale invivibili

 


Già qualche tempo fa abbiamo denunciato attraverso gli organi di stampa le situazioni di pericolo che si trovano ad affrontare i cosentini non appena mettono il naso fuori casa. Tra strade dissestate, deiezioni di cani, immondizia in ogni angolo e traffico senza regole, le persone devono destreggiarsi con cura se non vogliono ritrovarsi impelagate in qualche problema. 


Ma ciò che ci premeva e preme maggiormente è ribadire il pericolo costituito dalle troppe biciclette, che a volte sono dei veri e propri motorini, che sfrecciano a velocità inaudita sull’isola pedonale e sui marciapiedi del centro. 




A queste si sono aggiunti da qualche tempo anche i numerosi monopattini che percorrono corso Mazzini e altre vie ad altissima velocità. Guidati per lo più da ragazzini, questi rendono la passeggiata sul corso un vero e proprio inferno per chi è anziano o ha bambini o porta a passeggio il cane, e prima o poi ci scapperà la tragedia. È stata inoltre una sorpresa notare che sui monopattini c’è lo stemma del comune di Cosenza, quindi dovremmo concludere che è il comune che li mette a disposizione dei ragazzi, mettendo a rischio i passanti. 



Grazie a tutti gli amministratori che di pensate simili hanno riempito le città. A tal proposito ci vediamo costretti a stigmatizzare la pericolosità delle piste ciclabili realizzate nei pressi di piazza Matteotti, agli incroci con via Quattromani e via Trieste. Lì le bici tagliano la strada alle macchine senza alcuna attenzione e purtroppo non è peregrino pensare che anche qui prima o poi ci scapperà la tragedia. Ci chiediamo come sempre dove siano i vigili urbani, spariti dalla città e soprattutto dalle zone a rischio, mentre spuntano quando devono fare le multe. Il corso principale e tutta la città hanno bisogno di controlli costanti, di regole che devono essere rispettate, di maggiori precauzioni da adottare per poter vivere tutti bene e in tranquillità. Troppi anche le bancarelle dei venditori ambulanti e i chioschi che preparano il cibo di strada, rendendo il salotto buono della città una vera fiera paesana. Non vorremmo che anche questa volta il nostro appello cadesse nel vuoto, la città è allo sbando e le responsabilità sono da attribuire senza alcun dubbio a chi omette i controlli e consente azioni che limitano la libertà e il benessere dei cittadini, specialmente dei più deboli. Infine è d’obbligo chiedere all’amministrazione comunale che ha reso questa città una discarica a cielo aperto, perché è stata così celere ad inviare le bollette Tari quando la spazzatura non viene raccolta e la città non viene pulita? E perché non concede l’acqua per un numero maggiore di ore al giorno specialmente in questo periodo di Covid in cui bisogna seguire norme igieniche più stringenti?  
Comitato Cosenza vivibile

 





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