‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

07 ottobre 2020

LETTERE: Carenza di pediatri a Corigliano, commissario Bettelini affida incarichi non dovuti a Gianfranco Scarpelli

 

Vogliamo segnalare che a Corigliano c’è un problema gravissimo da oltre 2 anni. Sono rimasti solo 3 pediatri a coprire i turni in ospedale. In un primo momento hanno fatto fare turni aggiuntivi ai medici della neonatologia a 720 euro a notte. Scoppiò così una polemica sugli anestesisti che facevano la stessa cosa a Praia e, per evitare coinvolgimenti, venne sospeso tutto. Per quasi un anno, hanno fatto fare dei turni a pediatri di base che avevano aderito ad una cooperativa. Visto che non hanno mai ricevuto alcun compenso, questi pediatri hanno provato a recuperare le somme dovute, ma hanno scoperto che non avrebbero preso neppure un centesimo perché non si era mai provveduto a fare una delibera con impegno di spesa. Non essendoci i fondi, non prenderanno nulla. 

Sospeso anche questo traffico, la commissaria dell’ASP di Cosenza, Simonetta Bettelini, quasi sicuramente su suggerimento di qualche solito noto, s’è inventata una disposizione di servizio (in data 3/10/20), con la quale ha disposto che “turni di guardia attiva pediatrica nel periodo suddetto dovranno essere garantiti da parte dei dirigenti medici del reparto di Pediatria dello stabilimento di Cetraro sul Punto Nascita dello stabilimento di Corigliano, secondo articolazione definita dal Direttore Dipartimento Materno Infantile Dr. Gianfranco Scarpelli – che legge per conoscenza – tale da garantire continuità di servizio sia presso il reparto di Pediatria dello stabilimento di Cetraro sia presso il Punto Nascita dello stabilimento di Corigliano”. Il periodo in questione va dal 5 al 31 ottobre 2020. La risposta del Direttore Sanitario di Cetraro, dr. Vincenzo Cesareo, non si è fatta attendere ed ha sottolineato, tra le altre cose, l’esiguità del numero dei pediatri, che non è congruo a garantire il servizio.

Ma cosa c'entra Scarpelli, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Hub di Cosenza, in un problema che vede coinvolti gli Spoke di Corigliano e Cetraro e quindi l’Asp e non l’Ao? 

L’Atto Aziendale dell’Annunziata, alla terza revisione perché bocciato finora, dava per acquisito che fosse istituito il Dipartimento Interaziendale Materno Infantile (ossia un dipartimento che riunisse quello dell’AO e quello dell’ASP). Per fare una cosa del genere, però, ciò doveva essere inserito anche nell’Atto Aziendale dell’ASP e, dopo, si sarebbe dovuto concordare quale dei due Direttori di Dipartimento (ASP e AO) sarebbe dovuto essere quello Interaziendale. 

Con i soliti barbatrucchi, favoriti dal passaggio della Bettelini all’ASP, Scarpelli viene considerato Direttore del Dipartimento Interaziendale (quindi con influenza gerarchica su tutti i reparti di pediatria, ginecologia, ostetricia, consultori, pediatri di base, della provincia) per “Unzione del Signore”. Il Cesareo, con delicatezza, lo ha fatto notare. Nessuno ha reagito. Sotto traccia, Scarpelli, per Corigliano, sta cercando una delle sue solite soluzioni da “salumiere”, ma sta trovando porte chiuse dappertutto, e meno male diciamo noi, visto che è in forza all’ospedale e che con l’Asp non c’entra niente, sebbene le commissarie del nord stiano cercando il sistema per far sì che l’Unto sia direttore anche dell’Asp.

Lettera firmata

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