‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

13 maggio 2020

Covid-19, verità cercasi da Regione e Centro regionale sangue



DECRETI e ordinanze a iosa. Pur nel rispetto di quanti hanno perso la vita e di tutti i contagiati, il Covid-19 sarà ricordato anche per la pletora degli atti governativi emanati nell’arco di circa un trimestre e per le ordinanze regionali, in particolare quelle calabresi, che tanto hanno fatto discutere, spesso perché risibili. Tra istituzione di zone rosse, obblighi per chi rientrava da altre regioni, chiusure e riaperture di bar e altre attività commerciali, il presidente della Regione Calabria, di solito in notturna, ha emesso una serie di provvedimenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Ma è stata davvero contrastata?

Esaminiamo alcune ordinanze regionali:
·         24/04/2020 (n. 35): “sono consentite a far data dal 27 aprile 2020: le prestazioni specialistiche ambulatoriali presso le strutture private accreditate e private autorizzate…”, la sanità privata riprende a erogare prestazioni, la pubblica no;
·         24/04/2020 (n. 36): “è revocato il disposto della chiusura domenicale e nei giorni festivi, delle attività commerciali consentite, ferme restando le prescrizioni, gli indirizzi e le misure nazionali e regionali vigenti…”, si riaprono dunque i supermercati di domenica, come se i lavoratori non corressero alcun rischio rispetto agli altri;
·         29/04/2020: “È consentita la ripresa delle attività di Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto”; ordinanza impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri perché ritenuta illegittima.  È stata annullata dal Tar Calabria il 9 maggio scorso;
·         30/04/2020: “2. È consentito, a far data dal 4 maggio 2020, ai cittadini calabresi fare rientro presso la propria residenza… 3… il dipartimento di Prevenzione valuterà la necessità/opportunità di effettuare il tampone rino-faringeo”, il tampone non è obbligatorio dunque, non viene effettuato a tutte le persone che sono rientrate in Calabria e i contagi potrebbero essere numerosi.
·         06/05/2020: dall’11 maggio 2020, nel territorio regionale sono garantite le prestazioni specialistiche ambulatoriali presso le Strutture pubbliche territoriali”, dopo 15 giorni dalla riapertura delle strutture sanitarie private si dispone quella delle strutture pubbliche.

Basterebbe già questo per comprendere la superficialità e gli interessi di chi governa la Calabria, protesi verso l’universo della sanità privata, favorita e coperta troppe volte durante l’attuale pandemia. Una Giunta regionale meno frivola avrebbe dato chiare risposte ai cittadini che chiedevano insistentemente la verità su Villa Torano, su Chiaravalle, su San Lucido, sui motivi che hanno spinto la dirigenza della casa di riposo di Mongrassano a non effettuare i tamponi ai suoi ospiti.
Ieri, 12 maggio, il deputato M5S Francesco Sapia ha chiesto indagini immediate dopo aver appreso da un audio di un operatore del 118 che in Calabria potrebbero essere stati congelati migliaia di tamponi non processati, con grave pregiudizio per la salute dei calabresi. Secondo Sapia «sarebbe del tutto falsato il bollettino giornaliero dei contagi comunicato dalla Regione Calabria, che per disposizioni della Protezione civile nazionale sta gestendo l’emergenza sanitaria relativa al Covid-19».
C’era già il sospetto che sui reali contagi non si avessero numeri certi, sospetto alimentato anche dal divieto fatto dal presidente Santelli ai dirigenti regionali e ai direttori delle Asp e delle Aziende ospedaliere calabresi di rilasciare agli organi di stampa informazioni sui numeri del contagio (https://www.senzabavaglio.info/2020/04/10/covid19-in-calabria-la-censura-avanza-e-si-imbavagliano-i-giornalisti/).

Un quadro inquietante. Oggi la situazione sanitaria appare incerta: quanti sono in tutto i contagiati in Calabria? Sono in quarantena? Circolano liberamente infettando gli altri? Quanto inciderà sulla propagazione del virus la riapertura dei bar disposta la scorsa settimana? Quanti pazienti sono stati trasfusi, e dove, con plasma iperimmune? Quest’ultima domanda nasce in seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni medici, che hanno parlato di cura con il plasma prelevato dai pazienti guariti. In questo caso, anche il Centro Regionale Sangue dovrebbe fornire dati precisi in merito, visto che in Calabria tutto ciò che ruota intorno al Covid-19 è oscuro, manipolato, fuori controllo.
Cosenza, 13 maggio 2020
© Francesca Canino

  

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