‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

18 maggio 2020

Cosenza: Movida senza regole a Santa Teresa, i residenti segnalano alle autorità

Movida più sregolata del periodo pre-pandemia a Santa Teresa. Noi, residenti di Santa Teresa, abbiamo notato che da giorni la piazza è tornata ad essere affollata di giovanissimi che si svagano dopo due mesi di confinamento. Favoriti dalle alte temperature di questi giorni, i ragazzi riprendono le vecchie abitudini – a dispetto di chi diceva durante la quarantena che nulla sarebbe stato più come prima – e dimenticano le pene della forzata chiusura in casa, distraendosi con alcol e chiacchiere tra amici. Ovviamente senza rispettare il distanziamento previsto, né indossare le mascherine, come se la pandemia non fosse mai esistita. E così, anche sabato sera, come era già successo nei giorni precedenti, una moltitudine di giovani si è ritrovata nella piazza, in prossimità di alcuni locali, per ‘stare insieme’, dimenticando di indossare la mascherina e di mantenere le distanze tra di loro. Le foto e i video che alleghiamo ne sono la prova.

Val la pena ricordare che i contagi sono in aumento in tutta la penisola e che il16 maggio in Calabria sono stati registrati sette casi positivi, un numero che è destinato a crescere poiché nessuno controlla e impone il rispetto delle regole. Sui tamponi non si conosce la verità, non si sa, infatti, quanti ne siano stati eseguiti, quanti processati, quanti abbandonati nei frigoriferi. Non dimentichiamo che ultimamente sono rientrate molte persone dal Nord, alle quali non è stato fatto il tampone e questi potrebbero essere delle mine vaganti. Il rischio di un secondo confinamento potrebbe essere realtà.
Il comportamento dei giovani della movida ci indigna, temiamo un’ondata di contagi e un nuovo lockdown, con tutti i problemi che esso comporta. 

Per questo motivo - dopo aver purtroppo dovuto constatare che la polizia è intervenuta, ma evidentemente questo non è bastato a ristabilire le regole, e che la polizia municipale non si vede, abbiamo segnalato agli organi competenti quanto sta avvenendo in queste sere e invochiamo i dovuti controlli affinché si rispettino le regole. Cosenza potrebbe diventare zona rossa nel giro di una decina di giorni e i suoi abitanti potrebbero di nuovo essere rinchiusi in casa con l’estate alle porte. Bisogna pensare ai bambini e agli anziani che non reggerebbero una seconda quarantena, al blocco di ogni attività economica che contribuirebbe a impoverire ancor di più le famiglie. E non si sa, inoltre, come potrebbe manifestarsi la seconda fase dei contagi, considerato che il virus ancora si consce molto poco. A parte ciò, le regole devono essere rispettate e i tutori dell’ordine devono vigilare per farle osservare, in gioco c’è la nostra salute e il nostro futuro.
Comitato Santa Teresa

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