‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

11 ottobre 2021

Lettera aperta ai cittadini, ai giornalisti e ai parlamentari sul Green pass


Riceviamo e pubblichiamo


Gli scontri avvenuti in alcune città italiane sabato 9 ottobre scorso per dire no al Green Pass sono da condannare per la violenza usata e da analizzare per quanto sottendono. Nelle ultime settimane, il Governo ha adottato la linea dura: chiunque entri in un luogo pubblico per lavorare deve essere munito di Green Pass e anche chi lavora da casa deve esserne in possesso. Il provvedimento non vale, però, per gli utenti che entrino in un luogo pubblico per accedere a un qualunque servizio. Si fa fatica a trovare una logica all’imposizione del Green pass, più simile, invece, a un ricatto verso i renitenti al vaccino che creerà pressione psicologica e numerose difficoltà ai lavoratori e alle aziende. E che sia un ricatto si evince dalle parole del ministro Brunetta, secondo il quale i tamponi servono ad aumentare il costo della non vaccinazione con l’accrescimento del costo psichico ed economico, poiché “sottoporsi al tampone giornalmente crea uno stress tale per cui, alla fine, i non vaccinati vorranno vaccinarsi”.  

Ad oggi, l’Italia è oggi il primo stato in Europa che ha limitato i diritti rendendo obbligatorio per Decreto il cosiddetto “certificato verde”, nonostante abbia, con la Risoluzione 2361/21, esortato gli Stati membri dell'Unione europea a “garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno è sottoposto a pressioni politiche, sociali o di altro tipo per essere vaccinato, se non lo desidera personalmente; garantire che nessuno venga discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di potenziali rischi per la salute o per non volersi vaccinare”. Illogico. Come illogico risultano le disposizioni per i luoghi pubblici: oggi, al bar, diversamente da quanto accadeva fino ad agosto scorso, all’interno si può stare assembrati al banco, ma da solo al tavolino no; in discoteca si deve tenere la mascherina che poi si toglierà in pista, dove l’assembramento è al massimo, come l’emissione di droplets. Il virus non si contiene o sconfigge così.

A distanza di mesi dai primi vaccini, pur ritenendo che essi siano fondamentali per il contenimento della pandemia e dei ricoveri ospedalieri, si deve constatare che si sono, tuttavia, verificati casi di contagio tra persone che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino. L’alternativa, quella dei monoclonali, non è stata utilizzata a dovere laddove essi siano stati consigliati, a vantaggio dei vaccini e probabilmente di Big Pharma. E oggi, che si assiste sempre più a casi di cittadini immunizzati e contagiati da altri immunizzati qualche risposta dovrebbero darcela. Infine, bisogna soffermarsi sulla pericolosa contrapposizione tra pro-vax e no-vax, che potrà nuocere alla nostra società, già provata da mesi di pandemia. Il quadro non è entusiasmante, per questo sarebbe bene che cittadini, media e politici riflettessero sul futuro che ci attende.

Movimento Nuovi Orizzonti di Cosenza

 

 


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