‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

25 giugno 2021

Cosenza: Annunziata e Mariano Santo, si naviga a vista

 


Il Covid sembra aver rallentato la sua corsa rispetto ai mesi passati, liberando gli ospedali e soprattutto le terapie intensive. Il personale sanitario può finalmente tirare un respiro di sollievo, mentre i reparti convertiti a causa della propagazione del virus ritornano alle loro precedenti destinazioni. Si spera di non dover più rivivere periodi come quelli appena trascorsi, che hanno messo in evidenza tutte le falle del sistema sanitario nazionale e regionale. Sarà difficile rimettere in sesto la sanità pubblica, specialmente al Sud, dove la sanità privata avanza grazie agli accordi tra massomafia, politici corrotti e imprenditori senza scrupoli. Fortunatamente reggono – tra flutti impetuosi - gli hub regionali, bisognosi, tuttavia, di interventi strutturali concreti e di altre risorse professionali.

L’Annunziata di Cosenza, mortificata negli ultimi mesi da dirigenti che hanno rifiutato consistenti finanziamenti e nulla hanno fatto dal punto di vista organizzativo, naviga a vista con uno sguardo al futuro. L’attuale commissario, Isabella Mastrobuono, non più di due settimane fa, ha illustrato un piano di assunzioni e riorganizzazione delle Unità operative davanti alla commissione sanità del comune di Cosenza. Ha annunciato l’utilizzo di graduatorie non decadute e di avvisi nelle more dei concorsi, ma ha, nel contempo, disposto l’accorpamento di alcune Unità a causa del personale risicato, aggiungendo che non ci sarebbero medici in pensione o altro “che vogliano venire al Pronto soccorso”. Equivale a dire che, con tutta la buona volontà, sarà difficile trovare medici che possano rimpinguare l’organigramma del nosocomio, pertanto si continuerà ad operare alla meno peggio.

Mastrobuono va oltre, però, e annuncia l’apertura del Mariano Santo, chiuso per lavori di ristrutturazione dal 2015, a fine settembre. L’ex sanatorio sarà una struttura all’avanguardia, secondo il commissario, e svolgerà numerose e innovative attività specialistiche. E il personale? Oltre a ciò, i bene informati riferiscono che i lavori al Mariano Santo sono quasi sempre fermi, quindi ci si chiede come potrà riaprire a fine settembre e soprattutto quanti e quali saranno i sanitari che vi presteranno servizio.

Si naviga a vista, dicevamo, ma si parla spesso astraendosi dalla realtà, così il commissario ha inteso fare un passaggio, parlando del PNRR, anche sul fantomatico nuovo ospedale che da decenni disturba il sonno di tanti politici e amministratori locali. Dopo studi di fattibilità – soldi buttati – progetti campati in aria, liti tra fazioni politiche e chiacchiere varie, riparlare di un nuovo ospedale per Cosenza non è altro che il solito jolly da tirar fuori dal mazzo quando si sa di aver detto o fatto poco e per niente bene.

 Focus

Mariano Santo



Chiuso nel 2015, il Mariano Santo è ancora un cantiere sui generis. Si lavora a singhiozzo, la consegna dei è prevista per fine settembre, ma basta fare un giro intorno al plesso in ristrutturazione per notare l’assenza degli operai e del cartello di cantiere. Quest’ultimo è obbligatorio.

Intanto, da sei lunghi anni la sanità cosentina è costretta a fare meno dei 120 posti letto disponibili nell’ex sanatorio, che sarebbero stati di grande aiuto per fronteggiare l’emergenza sanitaria degli ultimi mesi.

Dopo l’approvazione di varianti su varianti e l’investimento di cospicue risorse (https://francescacanino.blogspot.com/2020/11/lavori-infiniti-al-mariano-santo-ecco-i.html), nei mesi scorsi, a causa di un contenzioso con la precedente impresa aggiudicataria dei lavori e a seguito della risoluzione contrattuale, i lavori sono stati riappaltati. Appalto, questo, che riguarda le opere elencate in occasione del sopralluogo e ritraccio delle non compiute fatte della prima impresa. Si tratta di un intervento di rattoppo per avere quel quadro completo che era nell’originaria progettazione e che ha escluso alcuni interventi probabilmente perché non c’è capienza di spesa.

Il tempo utile per completare i lavori è stato fissato in 196 giorni e l’importo complessivo dei lavori si aggira su € 1.336.459,50 a corpo, per cui non si vengono compiute alcune operazioni. Dovrebbero, tuttavia, essere spiegate le categorie di lavori da fare e gli interventi progettualmente definiti in senso esecutivo. Ci si chiede, ora, se sia stata fatta la valutazione delle offerte anomale, come dovrebbe risultare dal verbale di aggiudicazione, e se la prima ditta, dopo la rescissione, abbia pagato una penale. Domande alle quali difficilmente seguiranno risposte.

Cosenza, 25 giugno 2021

© Francesca Canino

 

 

 

 

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