‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

04 marzo 2021

LETTERE: Ospedale di Cosenza, donatori di sangue contattati per ricevere il vaccino anti Covid-19, ma non rientrano nelle categorie prioritarie


 Riceviamo e pubblichiamo

Sono un donatore di sangue e vorrei sottoporre alla vostra attenzione un episodio che mi ha fatto molto riflettere e per il quale non riesco da solo a trovare le giuste spiegazioni. Alcuni giorni fa sono stato contattato dall’associazione che opera all’interno dell’ospedale di Cosenza per la raccolta sangue, essendo io un volontario che periodicamente dona. La gentile telefonista voleva informarvi che avrei avuto la possibilità di vaccinarmi subito contro il Covid per il fatto di essere un donatore. Ho ringraziato e rifiutato perché, essendo io abbastanza giovane e sano, ho voluto che la dose riservata a me venisse destinata ad una persona più a rischio.

Successivamente, ripensando alla proposta dell’associazione, mi sono posto degli interrogativi ai quali non sono riuscito a dare risposta. I donatori rientrano nelle categorie che hanno la precedenza in questa campagna vaccinale? Siccome non ho letto da nessuna parte né sentito in Tv che noi donatori siamo stati equiparati ai medici, infermieri, ecc., ho pensato, forse in malafede, che tutto ciò potesse essere una trovata per pubblicizzare alla grande il reparto trasfusionale dell’ospedale e il suo direttore.

Una trovata che avrebbe intanto aumentato il numero dei nuovi donatori che si sarebbero presentati al centro raccolta non tanto per donare, ma per ricevere l’agognato vaccino. A discapito aggiungerei delle reali categorie a rischio. Immagino poi che un aumento esponenziale del numero dei donatori avrebbe portato più fondi al reparto e soprattutto molto successo a chi lo dirige.

Non mi spiego altrimenti la telefonata che ho ricevuto per essere vaccinato solo perché donatore. Incuriosito di tutto ciò, ne ho parlato con il mio medico curante che ha aumentato i miei dubbi, visto che mi ha riferito che esiste una disposizione del Ministero della Salute secondo la quale i donatori di sangue riceveranno il vaccino solo in una fase successiva rispetto alle categorie dei medici, infermieri, operatori sanitari, persone ricoverate nelle Rsa, anziani e chi soffre di patologie gravi. Noi donatori non rientriamo in queste categorie. Allora perché ci hanno telefonato per farci vaccinare?

Lettera firmata

 

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