‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

01 febbraio 2021

Cultura e turismo per l’Italia post Covid, lettera aperta ai governanti

 



dal 'Primo Quaderno A.I.Par.C. - Cosenza', gennaio 2021

Il Covid-19 ha bloccato l’Italia e le potenzialità del suo enorme patrimonio culturale, ereditato dalle antiche popolazioni autoctone, dai Greci, dai Romani e da tutti gli artisti che hanno abitato la penisola fino ai giorni nostri. Il più grande museo a cielo aperto del mondo, così è definita l’Italia, è anche un immenso parco naturale che si estende dalle Alpi alla Sicilia e comprende una biodiversità invidiabile. Saranno state queste le ragioni che hanno spinto i nostri padri costituenti a inserire nella Costituzione italiana l’articolo 9, che promuove lo sviluppo della cultura e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il dettato costituzionale è chiaro ed è rivolto a tutelare la storia dei luoghi e le vestigia che al solo sguardo producono moti dell’animo e riempiono gli occhi di estatiche visioni. Oltre alle emozioni c’è il risvolto pratico dei beni culturali, che tanto può restituire alla società in termini economici. Dalla tutela e valorizzazione di ogni singola opera può scaturire un enorme ritorno se si riuscisse a trasformare le risorse artistiche in opportunità concrete.

Perno del turismo, il patrimonio culturale italiano attrae ogni anno folle di stranieri nelle città d’arte e consente a numerose persone di lavorare in questo settore. Una maggiore valorizzazione dei beni produrrebbe un aumento dei flussi turistici anche nelle zone meno rinomate, custodi di patrimoni invidiabili e sconosciuti ai più, con consistenti ricadute occupazionali. Il patrimonio culturale e naturalistico della nazione potrebbe diventare la più grande industria italiana, dare lavoro a migliaia di persone con competenze diverse e aumentare le entrate di tutti. Basti pensare al restauro delle opere d’arte, lavoro che richiede specialisti del settore; o agli scavi archeologici che riservano sorprese e aprono orizzonti nuovi nella storia di un paese; o alla conservazione dei beni che tramanda ai posteri i resti del passato. È una grande risorsa economica con un indotto che include molteplici attività in grado di far ripartire l’Italia e gli Italiani.

Oggi il paese è fermo a causa del Covid, l’economia langue, molti Italiani non lavorano e sono preoccupati per il futuro. Il virus prima o poi sarà sconfitto, ma resterà la crisi economica e sociale che ha prodotto. In questi mesi, tra confinamenti e precauzioni, lontani dalla solita vita, in tanti hanno impiegato il tempo leggendo o assistendo a programmi televisivi, molti dei quali di argomento culturale. C’è stato un avvicinamento a questo mondo, allora bisogna insistere perché dalla cultura potrebbe scaturire un grosso business che risolleverebbe la situazione lavorativa di tanti disoccupati e incrementerebbe le finanze dello Stato. È necessario, pertanto, formare una coscienza storica, artistica e ambientale iniziando dalle scuole, sensibilizzare i cittadini attraverso trasmissioni televisive e visite nei luoghi della cultura, garantire una fruizione razionale e non invasiva del patrimonio culturale e naturalistico. Occorre, inoltre, un piano per proteggere l’ambiente e i resti del passato, troppo spesso lasciati nell’incuria, alla mercé di tombaroli e mercanti d’arte che impoveriscono il patrimonio e favoriscono le attività criminali.

La cultura cambia l’uomo, suscita emozioni, astrae dalla realtà e assicura un ritorno economico, utile al paese e alla conservazione dei beni culturali da tramandare alle generazioni future.

Non rimanga, questo, solo un sogno.

Francesca Canino

 

 

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