‘’In fatto di giornali non ne comprendiamo che di due specie: o giornali di partito che essendo l’espressione delle idee, delle aspirazioni, dei metodi di un dato partito, servono a propagare e difendere queste idee e questo metodo; o giornali notiziari cui cura precipua deve esser quella di servire il pubblico... Il giornalismo della prima maniera è missione, quasi sempre nobile e bella missione; l’altro è mestiere (nel senso buono della parola) o, se suona meglio professione. Il primo è vecchio, il secondo è giovanissimo e certo tentativo come il nostro in Calabria deve sembrare stoltezza più che audacia. Fra le due specie ve n’è una terza, il giornalismo di questa terza non è molto amico dell’onestà, per esso non esistono principi, fede, coerenza. Oggi sia lode a Dio, domani a Satana purché il ventre sia pieno, ben pieno”.
Cosenza, 3 gennaio 1895
Luigi Caputo, direttore di Cronaca di Calabria

18 febbraio 2020

Sanità nel cosentino: silenzi, immobilismo e nomine discutibili



Solo pochi giorni fa, la sanità cosentina ha toccato una delle punte più alte dell’indecenza: il Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria di Cosenza, Daniela Saitta, mentre da una parte disponeva la chiusura degli Uffici Legali periferici di Corigliano-Rossano e di Castrovillari, dall’altra pubblicava una determina con la quale assegnava un incarico di collaborazione alla figlia.
La notizia ha suscitato, in poco tempo, una tale indignazione che la stessa Saitta si è vista costretta a revocare l’incarico nel giro di qualche ora. Rischia di perdere il posto, ma nessuno ci crede.


Tornando alla drammatica situazione sanitaria provinciale creata dall’Asp di Cosenza negli ultimi anni, è importante evidenziare quanto sta accadendo all’ospedale di Castrovillari, in via di smantellamento giorno dopo giorno. Tra reparti soppressi, medici mancanti e blocco dei ricoveri, l’ospedale del Pollino ha il destino segnato. Una vasta area resterà senza un nosocomio in grado di prestare cure ai residenti, soprattutto senza un pronto soccorso. I pazienti si riverseranno naturalmente all’hub di Cosenza, ospedale regionale che non vive, tuttavia, una delle sue stagioni migliori.
Il silenzio calato da tempo sull’Annunziata non è indicativo di cambiamenti favorevoli, quanto di una abulica strategia imposta. Il commissario straordinario, Giuseppina Panizzoli, insediatasi a luglio scorso, non ha impresso alcuna svolta alla situazione dell’ospedale cittadino, carente di personale e di organizzazione. A distanza di circa nove mesi dal suo insediamento, è ricordata solo per la nomina del direttore sanitario, Bettelini Simonetta Cinzia, il cui ultimo incarico è stato quello di dirigente medico assegnato al servizio vaccinazioni di Mantova. 
Caratterizzate da un immobilismo uguale solo a quello del commissario ad acta per il piano di rientro Saverio Cotticelli, le due donne ricoprono importanti incarichi solo sulla carta, mentre tutto intorno a loro precipita. L’Annunziata è allo sbando e gli effetti ricadono sui pazienti dell'intera provincia cosentina, in special modo su coloro i quali si rivolgono al pronto soccorso, rinomato per la disorganizzazione e per la penuria di personale. I contribuenti ringraziano.
L’impressione è che negli ultimi tempi si sia tentato di ri-colonizzare la sanità calabrese con la complicità dei sempiterni domini locali, che da decenni e decenni lucrano, fagocitano, decidono, impoveriscono l’offerta sanitaria a vantaggio personale. Stavolta il diktat ha previsto il silenzio e l’inerzia finalizzati alla distruzione della sanità pubblica cosentina, che favorirà, avrete già compreso, una nuova sanità privata e le cure fuori regione. Magari in Lombardia. 

Cosenza, 18 febbraio 2020
© Francesca Canino

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